Autore:  Mons. A. Bramini Data documento:  16/11/1946
Titolo:  Lettera di Mons. Bramini a Padre Petazzi

 LETTERA RELATIVA A BONATE. (MANOSCRITTA) DIRETTA AL REV. PADRE PETAZZI.


Scritta dal Sac. A. Bramini.

Lodi, 16 novembre 1946

Rev.mo e carissimo Padre,
apprendo con vivo rammarico il cambiamento della sua residenza, perché in lei si allontana un collaboratore tanto prezioso del quale la grande causa ha molto bisogno. Non intendo comunque privarmi della sua collaborazione, e perciò continuerò a tenerla informata di tutto per avere ancora i suoi illuminati consigli. Ella poi, carissimo Padre, vorrà continuare la sua opera fino al raggiungimento della vittoria completa, che mi sembra oramai si vada profilando, e non più tanto lontana.
Avrei desiderato vivamente di potermi trovare con lei prima del!a sua partenza, ma mi è proprio impossibile interrompere un lavoro urgente inerente alla causa. Le do' quindi alcune notizie per metterla a giorno delle situazioni.
Mercoledì sono stato a Bergamo e ho parlato con don Duci, don Piccardi e il canonico Angiolini del Seminario. Don Cortesi si è proprio liquidato in malo modo: con oggi cessa anche di abitare in Seminario. Nessun altro posto gli è stato assegnato in Diocesi, ed egli parla di recarsi in America e va stupidamente dicendo intorno che egli si è ritirato dal Seminario perché non avendo potuto ottenere che il Vescovo facesse proprio il suo giudizio sui fatti di Ghiaie, ritiene ciò una sua minorazione davanti alla Diocesi. Va poi rimproverando a destra e a sinistra di testardaggine quel Vescovo che fino a ieri ha continuamente incensato perché lo riteneva con lui consenziente. Il canonico Angiolini, direttore spirituale del Seminario e vero uomo di Dio, ritiene la liquidazione di don Cortesi come una grande grazia elargita dalla Madonna di Ghiaie al Seminario di Bergamo.
Quanto al processo canonico, il Vescovo mi ha fatto sapere che non si pronuncia ancora: se si tiene presente la decisa negativa datami nell'udienza del 13 giugno u.s. ciò rappresenta un passo in avanti, giacché dimostra che egli, oggi come oggi, pur non aderendo ancora alla richiesta, non si sente però neppure di darvi una nuova negativa. È presumibile che prossimamente avremo qualche altra, seppure non rilevante, manifestazione in senso positivo, perché da una parte il fatto Cortesi gli lascia maggiore libertà, e dall'altra è avvenuto che, in questi giorni ultimi, le Suore della Sapienza, custodi e attuali educatrici di Adelaide, hanno steso una minuta e magnifica relazione intorno alla bambina, la quale spontaneamente sta confidando tutto quello che spiega la sua negazione e si sta manifestando oramai avvolta dall'azione trasformatrice della grazia. Il Vescovo ha letto la relazione e me l'ha fatta inviare. Gliene accludo copia, che ella a suo comodo, vorrà rinviarmi a mezzo raccomandata da Venezia.
Da don Piccardi ho potuto sapere che egli ha potuto riavvicinare la novizia, le cui estasi e comunicazioni, nonostante tutto, continuano e si vanno sempre più comprovando. In esse riaffiora sempre la riaffermazione della realtà delle apparizioni, realtà che si assicura prossima trionfatrice “nonostante la scienza”.

Non è trasparente da queste parole la disapprovazione per quell'apparato presuntuoso di scienza puramente umana con il quale si è preteso di andare incontro alle manifestazioni di Ghiaie?

Intanto a mezzo del Segretario del Cardinale, ho potuto far avere incarti al
prof. Iudica Cordilia, e contemporaneamente gli stessi incarti sono stati da me passati al celebre prof. Gastone Lambertini dell'Università di Napoli, cattolico fervente di Comunione quotidiana, che con entusiasmo mi ha promesso di esaminarli e di pronunciarsi in merito. Io spero che la vera scienza che attinge luce alle sorgenti della fede, farà giustizia di tutte le pompose corbellerie che sono state scritte intorno alle manifestazioni di Ghiaie. Ed allora si potrà dire sostanzialmente e virtualmente decisa in senso favorevole la grande causa.

In questi giorni sto preparando un minuto interrogatorio che dovrà essere gradualmente sottoposto dalle Suore all'Adelaide. Esso consterà di tre parti: una preliminare e generale, una seconda specifica che riguarda le singole visioni e il loro contenuto, e questo a scopo di controllo del tendenzioso opuscolo di don Cortesi, la terza di carattere conclusivo per contestare alla piccola le sue negazioni precedenti e farne emergere in modo chiaro e preciso tutte le cause piccole e grandi che ebbero a determinarle.

Contemporaneamente sulla base dei due volumi del Cortesi, il curato di Ghiaie procederà al controllo di quanto don Cortesi afferma, sottoponendo a ciascuna persona interessata la parte che la riguarda in modo da averne relative dichiarazioni scritte. Questo, in somme linee, il lavoro attualmente in corso, dal quale mi riprometto ottimi risultati così da avere tutto il materiale più completo e più sicuro per la elaborazione della mia relazione.

Mi manca però sempre lo studioso competente al quale sottoporre l'esame dei fenomeni solari intorno ai quali si sono raccolte abbondantissime testimonianze fioccate un po’ da ogni parte. Provi ad informarsi lei anche a Venezia, se qualcuno si potesse trovare. A questo proposito mi si dice che l'Osservatorio Astronomico (o Meteorolog.) di Venezia avrebbe osservato il fenomeno: veda se può avere notizie ed eventualmente sapere se vi sia chi possa studiare il fenomeno in base alle relazioni che io ho raccolto e che potrei inviare a chi se ne potesse autorevolmente e in modo competente occupare.

Per il momento non ho altro da comunicarle. L'incarto che tiene presso di sé, può farlo avere al Segretario don Terraneo, da me già preavvisato, dal quale io lo preleverò alla prima occasione.

Gradisca, caro Padre, tutti i miei migliori auguri per il suo nuovo campo di apostolato e insieme fraterna cordialità e saluti. Continui a ricordarmi nelle sue preghiere.

Dev.mo e aff.mo in C.J. et M.
Sac. A. Bramini.


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Allegato   Data inserimento:  16/11/1946