Autore:  Mons. Gaddi - E. Poli Data documento:  20/09/1987
Titolo:  Quanto Ella scrive su Ghiaie va tutto bene!

 QUANTO ELLA SCRIVE SU GHIAIE VA TUTTO BENE!

LETTERA SCRITTA DA MONS CLEMENTE GADDI (vescovo di Bergamo dal 1963 al 1977) ALLA SIG.NA POLI, IL 13/08/1987 SOLLECITANDOLA A PORTARE A TERMINE IL LAVORO SULLE APPARIZIONI DI GHIAIE DI BONATE

Somana di Mandello del Lario
13 agosto 1987

Gent.ma signorina Poli,
sono molto spiacente dei suoi crucci e delle sue croci. mando una cordiale benedizione alle sue sorelle ammalate e prego per loro, come prego per lei.
Mi auguro che ella possa portare a termine il suo lavoro su Bonate. Sarò lieto di leggere il dattiloscritto, prima che venga dato alle stampe.

La prossima Beata Morosini, per la quale ha tanto lavorato la protegga. E nella sua memoria le porgo il mio augurale saluto.

Dev.mo
+ C. Gaddi

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LETTERA SCRITTA DA MONS CLEMENTE GADDI (vescovo di Bergamo dal 1963 al 1977) ALLA SIG.NA POLI, IL 20/09/1987

Bergamo, 20 settembre 1987

Gent.ma signorina Poli,
il parere dell’anonimo Monsignore di Bergamo di cui si è parlato ieri mattina è questo: “Quanto ella scrive va tutto bene. Mi sembra degno di molta riflessione ciò che dice nei capitoli 13° e 14° a proposito della guarigione “miracolosa” della signora Bianca Cignolini; ed è nuovo e originale l’ultimo capitolo dove sono raccolte molte semplici preghiere scelte fra le migliaia di bigliettini lasciate a Bonate da anonimi devoti della Madonna”.
Ancora rallegramenti e voti benedicenti augurali.
Dev.mo
+ C. Gaddi

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NOTA IN MEMORIA di mons. Clemente Gaddi ? Vescovo di Bergamo
nato il 23/12/1901 - morto il 07/11/1993
Vescovo di Bergamo dal 1963 al 1977

Ora che mons. Clemente Gaddi nostro amato Vescovo è morto, posso manifestare che fu Lui stesso, nel marzo 1986, a incoraggiarmi affinché scrivessi un libro in difesa del def. mons. Luigi Cortesi, a un anno dalla morte.

Era da poco uscito il mio libro "Pierina Morosini testimone di Cristo" quando mi recai a far visita a mons. Clemente Gaddi per portargli alcune copie omaggio della nuova pubblicazione, e per ringraziarlo della sua bella prefazione che dava prestigio al mio lavoro.

Mi accolse molto paternamente e quasi cordialmente, tanto che a un certo punto del colloquio osai chiedergli un consiglio: "Visto il successo del mio modo di scrivere, vorrei tentare di comporre un opuscolo in difesa del def. mons. Luigi Cortesi; come sorella di un sacerdote, io vorrei esprimere la mia comprensione verso di lui. Per questo avrei pensato di puntare su quattro motivi". Mons. Gaddi mi guardò con interesse e mi invitò a continuare.

lo ripresi: "Primo, bisogna concedergli l'attenuante della buona fede sul fatto che fece firmare il no alla piccola Adelaide, perciò non lo si può giudicare.
Secondo, nessuno poteva impedirgli di fare una libera ricerca sull'argomento dei fatti di Ghiaie. I suoi appunti di cronaca divennero importanti note di storia, stampata.
Terzo, dobbiamo a mons. Cortesi la bella descrizione della Madonna apparsa, perché lui stesso l'aveva appresa interrogando la bambina.
Quarto, mons. Cortesi, nell'articolo di chiusura al suo libro "Il problema delle apparizioni di Ghiaie" (S.E.S.A. Bergamo 1945) tra l'altro scrisse la seguente frase: "Alla Vergine Maria, al mio venerato Vescovo e a tutti coloro che s'interessano ai fatti di Ghiaie, umilmente chiedo venia per tutto quello che feci e non dovevo fare..." vedasi pag. 230.

Mons. Gaddi m'aveva ascoltato attentamente, e si mostrò soddisfatto quando gli dissi che avrei sottoposto alla sua approvazione il dattiloscritto del mio lavoro, prima di passarlo alla tipografia. Egli accettò, però mi disse bonariamente: "Non mi chieda la prefazione". Gli risposi: "No, Eccellenza, farò io una breve presentazione". Egli concluse incoraggiandomi così: "Lo faccia! Lo faccia!".

Nell'agosto 1987 gli scrissi se accettava di leggere il mio dattiloscritto. Mi rispose da Somana che sarebbe tornato a Bergamo per S. Alessandro il 26; e di portargli il plico. Il sabato 19 settembre successivo mi telefonò che il mio scritto era pronto; gli chiesi: "Eccellenza mi dica il suo parere perché se è negativo, distrugga pure".
Egli ribatté: "Ma che dice? Va tutto bene".
Andai subito a Bergamo quel sabato mattina; egli mi accolse dicendo: “Il mio parere e positivo..." E aggiunse altre frasi di apprezzamento.
Allora gli chiesi: "Eccellenza, mi permette di pubblicare le sue parole tra i primi giudizi". Mi rispose: "Sì, ma non con il mio nome". Gli proposi: "Posso mettere: un Monsignore di Bergamo". Subito mi rispose: "Sì". Approvò anche il titolo "La fede della gente a Bonate".

Il giorno seguente 20 settembre, mi scrisse una lettera, battuta a macchina su foglio rigato, per completare il suo autorevole giudizio.
Il Giudizio positivo di mons. Clemente Gaddi nel mio libro si trova a pag. 9.

E i quattro punti in difesa di mons. Luigi Cortesi si trovano: i primi due a pag. 54, cioè la buona fede e la libera ricerca; il terzo a pag. 56, la descrizione della Madonna, e a pag. 38, la sua frase "Quello che feci e non doveva fare".

In fede
Ermenegilda Poli
Cene, 15 dicembre 1993

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COMMENTO
(A cura di Alberto Lombardoni)

La sig.ra Ermenegilda Poli scrisse un bellissimo libro sui fatti di Ghiaie di Bonate, “La fede della Gente a Bonate”; un libro del tutto positivo verso le Apparizioni di Ghiaie di Bonate, nel quale la scrittrice riportò proprio nelle prime pagine, col consenso di Mons. Gaddi, che fu vescovo di Bergamo dal 1963 al 1977, il giudizio molto favorevole dell’illustre presule che chiese, per ovvi motivi, di mantenere allora l’anominato, identificandosi con “Un Monsignore di Bergamo”. Nel 1993, dopo la morte di Mons. Gaddi, la scrittrice svelò di chi era il giudizio di quel “Monsignore di Bergamo” e pubblicò la lettera del 20 settembre 1987 con la firma di Mons. Gaddi.
Un giudizio importante di un vescovo di Bergamo che approvò in pieno, quanto scrisse Ermenegilda Poli sulle Apparizioni di Ghiaie di Bonate del maggio 1944: “Quanto ella scrive va tutto bene”, un giudizio autorevole molto favorevole alle Apparizioni di Ghiaie di Bonate.

Purtroppo era troppo tardi, perché Mons. Gaddi non era più il vescovo titolare di Bergamo e non aveva quindi più voce in capitolo per riaprire il caso.

Dobbiamo dire che durante il suo incarico a Bergamo, Mons. Gaddi fu fin troppo prudente in merito all’”Affare Ghiaie”. Dimostrò purtroppo, a più riprese, di essere poco documentato sulla questione, fidandosi, come il suo predecessore Mons. Piazzi, dei giudizi emessi dalla Commissione di allora e di quanto gli riferiva il responsabile dell’archivio della Curia (apertamente contrario alla vicenda).

Il 18/03/1974, in una lettera indirizzata ad un sacerdote, don Giovanni Bonanomi, Mons. Gaddi scrisse che non poteva riaprire “il processo se non in presenza di elementi nuovi, seri e gravi e che rimanevano in vigore le disposizioni date da Mons. Bernareggi e confermate da Mons. Piazzi; che erano sempre proibite alla Cappella sia la celebrazione della S. Messa, sia ogni formale funzione liturgica, sia l’esposizione dell’immagine del pittore Galizzi”.
Aggiunse però che non poteva “né proibire né impedire che persone singole o gruppi di persone si recassero sul posto a pregare la Madonna”.

Mons. Gaddi lasciò l’incarico di vescovo di Bergamo per raggiunti limiti di età, nel 1977.

In una sua lettera del 4 gennaio 1984 scrisse: “Mi sono fatto sul problema le mie convinzioni e me le tengo per me: pronto a esporle all’Autorità ecclesiastica competente, se mi saranno richieste” dimostrando forse di avere qualche ripensamente sulla vicenda.

Però, all’assemblea del clero del 26/09/1984, dimostrò di non essere molto al corrente della questione perché uscì con la rincresciosa battuta che l’unica guarigione riferita alla vicenda Ghiaie fu quella di Sr. Anna Maria Sala che guarì il giorno che ricevette il libretto di pensione d’invalidità.
Quella battuta sollevò un vespaio tra gli studiosi e i favorevoli alle Apparizioni di Ghiaie, tanto che don Giovanni Bonanomi inviò al presule una dettagliata documentazione sulla guarigione prodigiosa di Sr. Anna Maria Sala.

In quel periodo, altri gli inviarono documenti inediti e nuovi libri per aggiornarlo sulla vicenda.

Mons. Gaddi dimostrò molto interessamento e cambiò parere promettendo di rimediare appena ne avesse avuta l’opportunità. Purtroppo il caso non era più di sua competenza e Mons. Gaddi dovette tenere il suo giudizio per sé.

Però, il 20 settembre 1987, ebbe il coraggio di approvare per scritto l’operato della sig.na Ermenegilda Poli autrice del libro “La fede della gente a Bonate” sulle Apparizioni di Ghiaie di Bonate, emettendo un giudizio molto favorevole e senza nessuna riserva.

Troppo tardi perché non aveva più il potere di intervenire! Il caso competeva ora al suo successore, Mons. Oggioni.

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- Archivio privato di don Giovanni Bonanomi.
- Archivio privato di Luigi Stambazzi.
- Archivio privato di Ermenegilda Poli.
- Libro "La fede della gente di Bonate", di Ermenegilda Poli, Arti grafiche Stella -Edizioni Villadiseriane
- Raccolta privata di lettere di Mons. Gaddi


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Allegato   Data inserimento:  20/09/1987